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Goletta Verde

 

 

CAMPAGNA 2011

 

 

Goletta Verde di Legambiente presenta lo stato di salute del mare e delle coste in Friuli Venezia Giulia
Inquinate e gravemente inquinate le foci dei fiumi e gli scarichi campionati dai biologi di Legambiente: 5 i punti critici rilevati
Nel 2010 sono state 306 le infrazioni accertate ai danni del mare e dei litorali regionali: 2,7 violazioni per km di costa

 

vedi comunicato stampa

 

CAMPAGNA 2010

 

San Giorgio di Nogaro (Ud), 29 giugno 2010

Goletta Verde di Legambiente a San Giorgio di Nogaro presenta le criticità del mare e delle coste del Friuli Venezia Giulia
Allarme sulle foci dei fiumi: Aussa-Corno, Isonzo, Stella e Tagliamento gravemente inquinati, critica anche la situazione a Marina Julia
Legambiente: “Per la tutela dell’Alto Adriatico serve una gestione integrata tra tutti i Paesi costieri”
 

vedi comunicato stampa - vedi tabella analisi effettuate in FVG

 

CAMPAGNA 2009

 

 

 

Grado, 27 Giugno 2009

GOLETTA VERDE DI LEGAMBIENTE A GRADO PRESENTA LE CRITICITA' DEL MARE E DELLE COSTE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Allerta alle foci dei fiumi del Friuli Venezia Giulia: inquinate quelle dell’Isonzo e del Tagliamento

Grave illegalità sulle coste. Friuli Venezia Giulia al terzo posto in Italia: 4,1 illeciti per ogni km di costa

Bandiera nera alla Caffaro srl

Dati negativi per il mare del Friuli Venezia Giulia arrivano dalle foci dei fiumi: inquinate quelle dell’Isonzo e del Tagliamento. E’ questo l’allarme lanciato da Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente, in occasione della tappa gradese in Friuli Venezia Giulia. Riflettori accesi sulla Caffaro srl, per l’impianto cloro-soda a Torviscosa. Alla società va la bandiera nera di Goletta Verde. Friuli Venezia Giulia al terzo posto in Italia per illeciti lungo le coste: 4,1 infrazioni per ogni km di costa.

Le criticità del mare e delle coste del Friuli Venezia Giulia sono state presentate questa mattina in conferenza stampa sulla terrazza mare antistante il municipio, alla presenza di Katia Le Donne portavoce di Goletta Verde, Giorgio Cavallo, presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia, Lino Santoro, comitato scientifico Legambiente Friuli Venezia Giulia, Luisella Milani, osservatorio Alto Adriatico ARPA Friuli Venezia Giulia.

Quest’anno le analisi di Goletta Verde, con campionamenti puntuali e in grado di fornire un’istantanea dello stato di salute del mare, vogliono essere campanello d’allarme per situazioni critiche che necessitano maggiori controlli. Per la regione Friuli Venezia Giulia le maggiori criticità sono state rilevate alle foci di due fiumi del Friuli Venezia Giulia. Nello specifico, secondo le analisi dei tecnici dell’imbarcazione ambientalista risultano inquinate le foci dell’Isonzo e del Tagliamento.

Bandiera nera alla Caffaro srl. Goletta Verde anche quest’anno continua la sua denuncia contro tutte quelle attività insostenibili da un punto di vista ambientale. E proprio in occasione del passaggio in Friuli Venezia Giulia, assegna la bandiera nera alla Caffaro srl, per aver portato su una strada senza uscita un percorso industriale che ha inquinato per lunghi anni la Bassa friulana e la Laguna di Grado e Marano senza prendere quelle misure tecnicamente disponibili che avrebbero permesso di continuare l’attività produttiva e allo stesso tempo di salvaguardare l’ambiente. Insieme alla Caffaro, la bandiera nera va a tutti coloro che, nella società e nelle istituzioni, per subalternità o per inammissibili logiche di rinvio, hanno aiutato la Caffaro nel suo atteggiamento negligente.

“ Trascurare e rimandare la soluzione delle questioni ambientali alla fine si traduce in un danno per tutti – commenta Giorgio Cavallo, presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia -. Quello della Caffaro, erede finale degli impianti chimici Snia di Torviscisa è l’emblema di un’inammissibile sottovalutazione del problema. Il processo di riconversione della Caffaro dalla tecnologia al mercurio a quella a membrana in parte non eseguito, in parte non sufficiente ha portato ad un acutizzarsi della situazione e alla fine al sequestro e alla chiusura dello stabilimento da parte della magistratura. Resta purtroppo una disastrosa situazione occupazionale e ambientale di cui deve occuparsi il Ministero dell’Ambiente nell’ambito del “Sito di bonifica di interesse nazionale della Laguna di Grado e Marano”, con strumenti di intervento attualmente in gran parte ancora da definire. E’ una vicenda esemplare per la sua negatività che deve essere monito per i danni che ha fatto e che ancora sta facendo.”

Questo impianto è stato monitorato nel 2006 nel corso della campagna Zero Mercury e pubblicato da Legambiete nel dossier “Un futuro verde per la chimica italiana” nel 2007.

Secondo quanto emerge dal monitoraggio presso la Caffaro srl di Torviscosa, in alcuni casi si raggiungevano punte massime di emissione di mercurio in atmosfera che andavano dagli oltre 1000 ai quasi 7000 nano grammi su metrocubo (ng/m³), con una media su misurazioni in continuo che supera i 1500 ng/m³. In assenza di un limite di legge nazionale o europeo per la concentrazione del mercurio nell’aria ambiente, i valori misurati possono essere confrontati con i limiti di sicurezza per l’esposizione cronica stabiliti negli Stati Uniti dall’Epa - l’Agenzia per la protezione ambientale - e dall’Atsdr - l’Agenzia per il registro delle sostanze tossiche e delle malattie -, pari rispettivamente a 300 e 200 nanogrammi per metro cubo (ng/m³) di aria, e con il valore medio annuo raccomandato dall’Oms nelle “Linee guida per la qualità dell’aria”, pari a 1.000 ng/m³.

Bisogna considerare inoltre che secondo l’accordo volontario firmato nel 1999 a Madrid da Eurocholor, gli impianti di cloro-soda dovranno essere dismessi o riconvertiti entro il 2020. Non mancano però in Italia casi virtuosi come Solvay Chimica Bussi S.P.A. di Bussi (PE), Solvay di Rosignano Marittimo (LI), Altair Chimica di Saline di Volterra (PI), impianti che hanno ampiamente anticipato questo termine, puntando su efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

Per il Friuli Venezia Giulia dati poco incoraggianti emergono anche dal dossier Mare Monstrum 2009 che confermano una tendenza negativa sul fronte dell’abusivismo edilizio sul demanio marittimo, inquinamento delle acque, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione. I numeri del “mare illegale” vedono il Friuli Venezia Giulia in 11ma posizione nella classifica nazionale, ma la lettura del dato in termini di infrazioni per ogni chilometro di costa sposta la regione al 3 posto, con ben 4,1 gli illeciti per chilometro.

“E’ proprio questo l’intento di questo ventiquattresimo anno di Goletta Verde - conclude Katia Le Donne, portavoce dell’imbarcazione ambientalista –. Non solo schierata dalla parte dei bagnanti e del mare, mettendone in luce quelle che sono le maggiori criticità, ma pronta anche a denunciare politiche incoscienti delle amministrazioni che con troppa facilità permettono l’assalto sulle coste e operazioni assolutamente insostenibili in termini ambientali. Occorre un deciso cambio di marcia, che rappresenti la consapevolezza, non solo politica ma anche sociale, della necessità di promuovere un modello di sviluppo turistico che punti sulla qualità e sulla valorizzazione del territorio, abbandonando definitivamente l’inammissibile scelta di uno sconsiderato consumo di suolo. Come Legambiente ci rivolgiamo inoltre alle Amministrazioni comunali, alle Province e alle Regioni chiedendo che in tempi brevi vengano prese le giuste contromisure, con politiche serie e efficaci che siano in grado di risanare anche le acque dei fiumi, indicatori che il male spesso arriva dall’entroterra e non riguarda solo le cittadine costiere”.

I tecnici del laboratorio mobile di Goletta Verde oltre ad analizzare i parametri previsti dalla normativa in vigore, il Dpr 470/82, misurano gli Escherichia Coli, batteri che vivono esclusivamente nell’intestino umano che danno una dimensione molto precisa del carico antropico e che sono il nuovo parametro di riferimento della direttiva europea 2006/7/CE.

LE CRITICITA’ DEL MARE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Gorizia - Grado - Punta sdobba - Foce Isonzo – fine strada del Caneo *
Udine - Lignano Sabbiadoro - Foce Tagliamento *


LEGENDA

* INQUINATO = Coliformi fecali e/o Streptococchi fecali maggiore di 100 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 500 ufc/100ml

** FORTEMENTE INQUINATO = Coliformi fecali e/o Streptococchi fecali maggiore di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 ufc/100ml


Limiti Direttiva europea 2006/7/CE ( recepita in Italia con Dgls 30 maggio 2008 n. 116)

Coliformi fecali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri di acqua (100 Ufc/100 ml)

Streptococchi fecali alias Enterococchi intestinali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri di acqua (100 Ufc/100 ml)


BANDIERE NERE ASSEGNATE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Società Caffaro Srl - per sversamento di mercurio


LE LOCALITA’ DEL FRIULI VENEZIA GIULIA PRESENTI NELLA GUIDA BLU 2009

Gorizia - Grado - 2 vele
Udine - Lignano Sabbiadoro - 1 vela

 

 

CAMPAGNA 2008

 

IL PICCOLO - DOMENICA, 17 agosto 2008 

 

 

Mare pulito ma scatta l’allarme-Isonzo  - IL MONITORAGGIO DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE DI LEGAMBIENTE

 

Da Trieste a Lignano tutti promossi. Nel fiume inquinamento 10 volte superiore ai limiti

TRIESTE Il mare del Friuli Venezia Giulia è sano, fatta eccezione per la foce dell’Isonzo, dove le acque risultano fortemente inquinate. La Goletta Verde di Legambiente ha concluso ieri a Trieste la campagna 2008 in Adriatico, presentando, nella sede della società velica che organizza la Barcolana, i risultati dei campionamenti effettuati in questi giorni lungo le coste della regione.
Nelle acque di Lignano Sabbiadoro, Lignano Riviera, Grado, Marina Julia, Sistiana, Grignano, Barcola e Muggia i parametri per la balneazione fissati dalla legge 470/82 (e anche quelli di riferimento della direttiva europea 2006/7/CE) sono entro i limiti.
L’unico motivo di allarme viene, come detto, dalla foce dell’Isonzo, dove è stata rilevata una concentrazione di coliformi fecali superiore di oltre dieci volte al tetto fissato dalla normativa (100 Ufc in 100 millilitri di acqua).
«La foce dell’Isonzo – ha spiegato Elisabetta Galgani, protavoce della Goletta Verde – è un coacervo di acque e scarichi fognari non depurati che arrivano dagli affluenti minori. Non bisogna quindi abbassare l’attenzione su quanto accade nell’entroterra».
Rispetto al 2007 non è dunque cambiato molto: la situazione alla foce dell’Isonzo rimane critica. «Lo scorso anno abbiamo effettuato il monitoraggio degli affluenti minori dell’Isonzo – ha ricordato Michele Tonzar, del coordinamento regionale di Legambiente – trovando un pesante inquinamento di coliformi fecali su tutto l’Isonzo, da Gorizia in giù, proveniente anche dal territorio sloveno. E’ un problema molto serio, che va affrontato a livello di bacino. Serve attenzione – ha aggiunto – anche per le stazioni turistiche minori, come il Lido di Panzano, dove la balneazione è vietata proprio in seguito all’inquinamento portato dall’Isonzo».
Nel corso della presenta dei dati si è parlato anche di mutamenti climatici e degli effetti sul territorio regionale. Tonzar, la Galgani e Lino Santoro, presidente del circolo Legambiente di Trieste, hanno sottolineato la necessità di «invertire una rotta che rischia di mettere in seria difficoltà il territorio del Friuli Venezia Giulia. Il tornado abbattutosi su Grado è un chiaro segnale di sofferenza. Per questo – hanno concluso – chiediamo alle istituzioni un impegno per la riduzione delle emissioni di CO2, attraverso l'utilizzo di impianti fotovoltaici e lo sviluppo delle fonti energetiche alternative».

GIUSEPPE PALLADINI

 

 

Legambiente: vallone di Muggia a rischio  - «Il rigassificatore avrà pesanti impatti su flora e fauna marina danneggiando la pesca»

 

«L’inquinamento dell’aria prodotto dalla Ferriera rimane su valori elevati»

TRIESTE L’inquinamento dell’ambiente marino e costiero nel Vallone di Muggia, ma anche i previsti insediamenti energetici, continuano a preoccupare il circolo triestino di Legambiente, che su questi temi ha organizzato un dibattito giovedì scorso.
All’incontro, assieme al presidente del circolo di Trieste, Lino Santoro, hanno preso parte il coordinatore regionale Michele Tonzar, lo staff della Goletta Verde, Luisella Milani dell’Arpa, Alda Sancin del comitato «No smog Servola», e Giorgio Jercog del comitato per la salvaguardia del golfo.
Il previsto insediamento dell’impianto di rigassificazione progettato da Gas Natural nell’area ex Esso viene collocato da Legambiente fra le «opere inutili e dannose», un terminal che assorbirà anche denaro pubblico e quindi «non può essere configurato solo come investimento di capitale privato di Gas Natural».
Il Vallone di Muggia, osserva poi Legambiente, è caratterizzato da un lento ricambio delle acque, per cui le frigorie liberate nel processo di rigassificazione impatteranno pesantemente su flora e fauna, con gravi conseguenze sulla pesca.
Le sostanze inquinanti presenti nel sedimento marino (il Vallone è inserito nel Sito inquinato nazionale, ndr), già rimescolato dal traffico delle petroliere, rischiano poi ulteriori dispersioni in seguito all’arrivo e alla partenza delle grandi navi gasiere.
E ciò, sottolinea Legambiente, senza considerare il rischio di incidenti al rigassificatore, ben previsti da modelli matematici del Doe degli Usa, secondo il quale i terminal di rigassificazione andrebbero collocati ad almeno 20 chilometri dalla costa.
Sul Vallone di Muggia si continuano intanto a rilevare gli effetti dell’attività della Ferriera. «L’ambiente marino e costiero non sembrano aver risentito positivamente dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione alla Servola spa – sottolinea Legambiente –. L’inquinamento dell’aria prodotto dallo stabilimento siderurgico non pare destinato a ridursi, e anzi le emissioni di polveri fini e di sostanze inquinanti che esse contengono continuano ad essere elevate, mentre il completamento della caratterizzazione dell’area dello stabilimento sembra ancora lontano. Il trasferimento delle sostanze inquinate dalla terra alle acque con la pioggia – conclude l’associazione ambientalista – e il sistema di depurazione delle acque della Ferriera non rinnovato, impattano ancora pesantemente sull’ambiente marino».

 

CAMPAGNA 2007

 

Monfalcone, 27 giugno 2007                                                                                          Comunicato Stampa

  

Non solo blu per il mare del Friuli Venezia Giulia

 

Confermati alcuni punti già rilevati inquinati lo scorso anno

nuove ombre nell’alto Adriatico

 

Quasi la metà dei prelievi, effettuati da Goletta Verde di Legambiente,  non superano la prova balneabilità

Il dato più grave rilevato a Monfalcone

 

Le analisi del laboratorio mobile della Goletta Verde di Legambiente confermano una situazione di chiaroscuro per il mare del Friuli Venezia Giulia. Questo  è quanto risulta dai dodici prelievi effettuati dalla campagna di informazione sulla salute del mare e delle coste italiane, realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest. Tra i parametri presi in considerazione dall’equipaggio tecnico di Legambiente: i coliformi fecali e gli enterococchi intestinali, i cui limiti sono fissati dalla normativa italiana (Dpr 470/82), oltre che gli escherichia coli, batteri che vivono esclusivamente nell’intestino umano, già previsti dalla direttiva europea sulle acque di balneazione che l’Italia dovrà recepire entro il 2008.

Ai tratti di mare ancora incontaminati della costa del Friuli Venezia Giulia, si alternano risultati meno tranquillizzanti. Il mare soffre maggiormente a Monfalcone, dove i tecnici del laboratorio hanno rilevato un dato di molto superiore ai limiti di legge.

Fuori dai parametri anche Duino Aurisina - in località Baia Sistiana - e le foci dei fiumi Isonzo e Tagliamento, che sono risultati lievemente inquinati,  come anche Lignano. Situazione più tranquilla a Muggia, Trieste e Grado. Ma l’istantanea scattata dalla campagna di monitoraggio di Legambiente disegna una quadro regionale dello stato delle acque di balneazione che non può tranquillizzare. Per questo Legambiente, che con Goletta Verde realizza prelievi puntuali, chiede all’Arpa di approfondire la situazione e di ripetere i prelievi nei punti critici. Inoltre occorre specificare che i due prelievi riguardanti i fiumi non sono significativi ai fini della balneabilità, essendo quest’ultima vietata proprio alle foci dei corsi d’acqua. Quello che interessa è invece sottolineare come i fiumi in Italia continuino ad essere un problema costante per il mare, arrivando quasi ad annullare gli sforzi fatti dalle amministrazioni costiere, che devono farsi carico dell’inquinamento che arriva anche dall’interno.

I risultati sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso Porto di Marina Lepanto, a Monfalcone.

All’incontro hanno partecipato: Massimo Becchi, portavoce di Goletta Verde; Michele Tonzar, presidente di Legambiente Monfalcone; i rappresentanti del Comune di Monfalcone e dell’Arpa.

“La situazione relativa a Monfalcone - dichiara Michele Tonzar  - deve costituire un campanello d’allarme che richiede un’attenzione particolare, considerato che si ripropone per il secondo anno consecutivo, nonostante i notevoli interventi strutturali realizzati negli ultimi anni sulla rete fognaria della città. Forse la ragione – continua Tonzar - va anche ricercata nell’inquinamento rilevato alla foce dell’Isonzo, che veicola scarichi inquinanti raccolti nell’ultimo tratto del suo percorso, prima di giungere alla foce”.

“La qualità delle acque di balneazione di questa regione – dichiara Massimo Becchi – testimonia un quadro chimico-fisico e microbiologico che si va sempre di più consolidando negli anni, con luoghi di eccellenza e situazione critiche, nelle quali i bagnanti sono costretti in un contesto sanitario potenzialmente rischioso. Certamente non va sottovalutato l’apporto di inquinanti dei due fiumi, che ormai, come in molti contesti italiani, si rilevano più un problema che non un’opportunità di sviluppo, scaricando i loro effetti soprattutto sui comuni ‘terminali’ del loro percorso. È necessario, quindi, ragionare in termini di bacino, in particolar modo quando si vuole affrontare il problema dell’inquinamento e della portata idrica dei fiumi stessi”.

Decisamente migliore la situazione delle acque istriane. La Goletta Verde ha fatto tappa nella località di Rovigno, dove per il sesto anno consecutivo Legambiente ha incontrato Zelena Istra – associazione ambientalista croata – per analizzare insieme la qualità delle acque, e promuovere il ritorno del Mediterraneo a ciò che era una volta, come suggerisce anche lo slogan turistico croato.

Zelena Istra, insieme a Legambiente, partecipa dal 2003 all’Adriatic Greenet, network internazionale per la tutela ambientale dell’alto Adriatico, che fa della difesa di questo “mare chiuso” un punto focale del proprio programma di lavoro. La Croazia è un paese che è riuscito a mantenere la propria naturale bellezza, sebbene non sia esente da alcuni processi di sviluppo non sostenibile, che Zelena Istra già da anni combatte.

 

PROVINCIA

LOCALITÀ

PUNTO DI PRELIEVO

GIUDIZIO

UD

Lignano Riviera

Camping Pino Mare

*

UD

Lignano Sabbiadoro

Terrazza a mare

**

TS

Muggia San Rocco

Litoranea Flavia per Punta Sottile al Km 4

*

TS

Muggia Punta Sottile

Piattaforma zona colonie

*

TS

Trieste Barcola

Bar California In

*

TS

Trieste Grignano

Tra primo e secondo bagno

*

TS

Duino Aurisina Baia Sistiana

Sotto scogliera di fronte al depuratore

**

GO

Monfalcone Marina Julia

Di fronte piazzetta principale Marina Julia

***

GO

Grado

Tenuta Primero

*

GO

Grado

Città Giardino – Spiaggia Libera

*

 

Le Foci:

UD

Foce

Tagliamento

**

GO

Foce

Isonzo

**

 

LEGENDA

NON INQUINATO tutti i parametri DPR 470/82 entro i limiti e Escherichia Coli compreso tra 250 e 500 ufc/100 ml          

** LEGGERMENTE INQUINATO = almeno 1 parametro DPR 470/82 fuori dai limiti e/o Escherichia Coli > di  500  ufc/100 ml

***  INQUINATO = 1 o più parametri DPR 470/82 oltre 5 volte superiore rispetto al limite e/o Escherichia Coli >di 500 ufc/100 ml

**** FORTEMENTE INQUINATO = 1o più parametri DPR 470/82almeno 10 volte superiori ai limiti e/o Escherichia Coli > 500 ufc/100 ml.

 

Limiti Dpr 470/82 

Coliformi fecali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri (100 Ufc/100 ml)

Streptococchi fecali alias Enterococchi intestinali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri (100 Ufc/100 ml)

Ossigeno disciolto, % di saturazione : 70-120.

 

Limiti per Escherichia Coli per la nuova direttiva europea sulle acque di balneazione 2006/7/100*

Parametri

Qualità eccellente

Qualità buona

Escherichia Coli

250  UFC/100 ml

500 UFC /100 ml

*=Con valori  superiori il giudizio è di acque di scarsa qualità.

 

LE CAMPAGNE A BORDO DI GOLETTA VERDE 2007

 

Li voglio vivi

Anche quest'anno viaggia a bordo di Goletta Verde Li Voglio Vivi, un'iniziativa rivolta a tutti i frequentatori del mare realizzata da Legambiente con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L'ambiente marino è sottoposto a numerose minacce come la perdita o il degrado della biodiversità e la scomparsa degli habitat: i nostri comportamenti possono aiutare la stabilità degli ecosistemi.

 

Alien

Non è un film di fantascienza ma una nuova campagna di monitoraggio della diffusione delle specie aliene nel Mediterraneo, realizzata da Legambiente e Icram, rivolta ai subacquei per l’identificazione e segnalazione di organismi sconosciuti.

 

MilleDop: i territori delle identità italiane e Countdown 2010

 

Milledop è il progetto di Legambiente per il recupero, la tutela, la conservazione delle coltivazioni tipiche di qualità che ha lo scopo di aumentare il numero di denominazioni tipiche riconosciute a livello europeo. Attraverso la campagna di sensibilizzazione che accompagnerà l’estate della Goletta Verde si parlerà di prodotti tipici, sopravvivenza animale e di come arrestare la perdita di biodiversità obiettivo centrale della campagna Countdown 2010. L’iniziativa europea, promossa dall’IUCN (The World Conservation Union), il più importante network mondiale sulla conservazione della natura, che punta ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010.  MilleDop www.lemilledop.

 

Stop alla pesca selvaggia del tonno rosso

Il tonno è una specie attorno alla quale ruotano molteplici interessi socio-economici e nonostante sia in vigore un sistema di quote stabilite, ogni anno, vengono pescate molte più tonnellate rispetto a quelle consentite. Legambiente insieme all’associazione ambientalista spagnola Ecologistas en Acciòn ha lanciato un appello per chiedere regole più severe e certe circa la pesca del tonno, che viaggerà insieme a Goletta Verde.

 

Goletta Verde del Mediterraneo per un mare di pace e cooperazione

Per il quarto anno Goletta Verde naviga anche in acque internazionali in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Un modo per promuovere la Federazione dei Parchi del Mediterraneo, un progetto il cui obiettivo è fare del Mediterraneo, straordinario ambiente naturale ricco di paesaggi e biodiversità, un crocevia d'acqua tra popoli e culture.

 

La Guida Blu

 

L’Italia del mare più blu, le spiagge e le località costiere più belle, come raggiungerle: è la Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Quasi 300 le mete selezionate, con caratteristiche e peculiarità dei luoghi, le spiagge più belle, le grotte marine e da quest’anno anche una sezione dedicata alle località che si affacciano sui laghi.  E ancora gli alberghi ecologici, l’elenco aggiornato delle strutture ricettive riconosciute da Legambiente come ambientalmente sostenibili (www.legambienteturismo.it ).

Ecco le località premiate da Goletta Verde 2007:

Capalbio (Grosseto); Cinque Terre (La Spezia); Castiglion della Pescaia (Grosseto);Pollica Acciaroli e Pioppi (Salerno);Domus de Maria (Cagliari); Nardò (Lecce);Villasimius (Cagliari); Bosa (Nuoro); Noto (Siracusa); Isola del Giglio (Grosseto); Santa Marina Salina (Messina).

 

Le 5 vele

 

Le 5 vele sono il riconoscimento assegnato da Legambiente alle località più belle che hanno saputo sviluppare una corretta gestione del territorio e un turismo attento alla tutela dell’ambiente.

 

I pirati del mare

 

Amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all’ambiente marino e costiero: sono moltissimi i casi di saccheggio e gli oltraggi che eleggono come vittime mare e coste. Il viaggio di Goletta Verde vuole smascherare i così detti pirati del mare consegnando pubblicamente le bandiere nere e rivendicando il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici: dagli abusivismi edilizi alla privatizzazione coatta di spiagge e scogliere; dalla cementificazione selvaggia agli scarichi abusivi; dall’incuria alle speculazioni affaristiche. Anche grazie ai blitz di Goletta Verde, Legambiente ha ottenuto importanti risultati come l’abbattimento della famosa saracinesca sul mare di Bari: il complesso di Punta Perotti è andato giù!

 

 

CAMPAGNA 2006

 

Sistiana la più inquinata ma il mare è sporco anche a Muggia e Grignano

 
 Sistiana, di fronte al depuratore situato nei pressi della Caravella, vince la maglia nera dell’inquinamento sulle coste del Friuli Venezia Giulia, che a sua volta risulta in coda alla classifica della salute dei mari delle regioni italiane. La «pagella» è stata consegnata ieri da Legambiente, in un incontro in cui sono stati resi noti i risultati dei campionamenti effettuati dalla Goletta Verde.. Se a Sistiana si è registrato il picco negativo, con il limite di legge dei coliformi superato per ben 17 volte e quello degli streptococchi oltrepassato di 2,1 volte, in altri punti della provincia le cose non vanno molto meglio. Leggermente inquinate (almeno uno dei parametri fuori dai limiti) sono risultate infatti le acque della costa di Muggia, nei pressi delle piattaforme galleggianti vicine a punta Olmi, e di Grignano, dove il campionamento è stato fatto a 500 metri ad ovest del porticciolo e quindi davanti agli stabilimenti balneari. «C’è un forte contrasto fra i risultati di qualche anno fa – ha sottolineato Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – quando le acque della regione erano tra le più pulite d’Italia, e quelli attuali. Quest’anno i campionamenti sono stati fatti subito dopo le grandi piogge, fatto che ha inciso sulla quantità di inquinanti che ha raggiunto il mare, come si nota anche dagli alti livelli individuati alle foci dell’Isonzo e del Tagliamento». Al di la delle piogge, resta il fatto che nel tratto della costa di Sistiana dove si sono registrati i valori più alti dell’inquinamento, la Goletta Verde ha riscontrato anche un’intesa vegetazione di alghe. «La notevole presenza di alghe sia sul fondo sia sulla spiaggia – ha spiegato Corrado Altran, della segreteria regionale di Legambiente – è indice di un’elevata presenza di fosfati in quelle acque». Il quadro proposto per Sistiana dalla Goletta Verde contrasta con quello delineato dal sindaco Giorgio Ret. «Quest’anno – rileva il primo cittadino – il depuratore non ci ha dato problemi. Durante l’inverno, assieme a quello di Duino, è stato infatti sottopposto a importanti lavori. Inoltre il tubo che porta in mare le acque depurate si spinge al largo per circa 400 metri, e quindi mi sembra strano che sottocosta sia stato misurato un inquinamento elevato. Ciò – aggiunge – anche perchè fino a qualche settimana fa i dati fornitici dall’Arpa erano più che buoni». C’è però il fatto che più della metà della popolazione di Duino Aurisina non è allaciata alla rete fognaria. «In molte località del nostro territorio – spiega Ret – si usano ancora le fosse di decantamento, il cui contenuto viene poi scaricato nel terreno. E con la permeabilità del Carso...». Su un fatto il sindacom concorda però con Legambiente. «Quando le piogge sono intense – ricorda – tutta questa parte del golfo si riempie dei fanghi portati in mare dall’Isonzo, e con essi degli inquinanti prodotti nei Comuni che si affacciano sul fiume. Come sindaci dei Comuni costieri, lo scorso anno abbiamo lanciato un appello in questo senso alla Regione, durante una riunione a Grado che si ripeterà fra qualche settimana». Tornando all’incontro di presentazione dei risultati della Goletta Verde, i rappresentanti di Legambiente hanno anche ribadito la contrarietà ai progetti dei due rigassificatori previsti nel golfo. «Senza alcuna pianificazione – ha affermato Corrado Altran – la Regione affronta progetti impattanti come quelli dei rigassifcatori, previsti in acque poco profonde. Il progetto Endesa è situato a 500 metri dal confine marittimo, ma mancano i dati ambientali per la parte slovena. Quello di Gas Natural è invece l’unico progetto al mondo che non prevede un gasdotto di allacciamento alla rete». La mancanza di pianificazione e di un’adeguata valutazione d’impatto ambientale sono alla base della bandiera nera che Legambiente ha assegnato all’assessore regionale alla Pianificazione territoriale Lodovico Sonego, la cui consegna avrebbe dovuto avvenire oggi, in mezzo al golfo, nell’area in cui è previsto il rigassificatore di Endesa. Dopo aver ricevuto l’invito ufficiale, l’assessore ha risposto di «non poter essere presente perchè trattenuto dalla vacanze. Se lo fossi stato, come mi sarebbe piaciuto – ha aggiunto – avrei motivato le ragioni politiche della Regione».

 

CAMPAGNA 2005

 

 

a Trieste il 29 giugno

(stand in Capo di Piazza dalle 10.00 alle 20.00)

 

Circolo Aziendale Generali (piazza Duca degli Abruzzi, 1 - 7p.)

Mercoledi' 29 giugno 2005 ore 17.30

"Trieste polo energetico ?"

 Oleodotto, terminale di rigasificazione di GNL, depositi costieri di GPL, due centrali termoelettriche. E' ecocompatibile questo scenario di sviluppo per la costa triestina-muggesana? Possono convivere nella Baia di Muggia petroliere, metaniere e traffico marittimo del porto commerciale di Trieste? Quali sono i rischi per l'ambiente marino e per le popolazioni del territorio coinvolto?

dibattito con esperti di Legambiente, Arpa, Universita'