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Ma perché proprio il sughero ?

Originariamente adottato per le sue proprietà di impermeabilità ai liquidi ed elasticità, il sughero viene ora apprezzato anche per altri motivi.

Il tappo in sughero lascia passare gradualmente piccole quantità di aria, favorendo l'affinamento dei vini e lo sviluppo dei loro molteplici aromi.

Il sughero è un materiale che si riconosce in un approccio ecologico.

 

É un materiale sostenibile perché non è necessario abbattere la quercia per estrarne la sua speciale corteccia: il sughero.

La cosa più interessante è che per rigenerare il sughero, la pianta dovrà assorbire molta CO, attraverso la fotosintesi.

Il tappo in sughero rappresenta quindi una soluzione benefica per tutta la sua vita utile.

Nel corso della sua storia, il tappo in sughero ha potuto sfruttare i vantaggi derivanti dalle sue proprietà.

Non a caso, è la soluzione più apprezzata da viticoltori ed enologi, soprattutto oggi. Infatti, possiede la straordinaria capacità di lasciare che il vino respiri ed allo stesso tempo di sigillarne ermeticamente il contenitore.

Inoltre, le qualità ecologiche del tappo in sughero lo rendono vantaggioso per tutti i professionisti che desiderano intraprendere un'iniziativa di sostenibilità.

Anche se il tappo in sughero rientra nel novero degli oggetti più comuni, soprattutto nel settore dell'enologia, non è sempre stato così.

Nonostante le proprietà che possiede e che gli conferiscono molti pregi, il tappo in sughero non è sempre stato scelto per sigillare i recipienti destinati al vino.

 

Torniamo alle origini del tappo in sughero.

 Il tappo in sughero appare per la prima volta nell'Età antica, in cui i Greci e i Romani lo utilizzano per sigillare ermeticamente le anfore.

La proprietà principale del sughero, ovvero la flessibilità, è già largamente conosciuta.

A causa della progressiva diffusione dell'uso di barili in legno a scapito di altri contenitori per lo stoccaggio e il trasporto, ii tappo in sughero viene utilizzato in misura sempre più minore per alcuni secoli.

Le querce da sughero sono già presenti in Portogallo, dove nel XII secolo vengono emanate delle leggi a salvaguardia delle foreste.

I tappi in sughero sprofondano nell'oblio, fino a quando non tornano in uso grazie all'aumento della presenza di contenitori in vetro.

Le giare in terracotta vengono gradualmente sostituite da bottiglie di vetro, dapprima per il consumo e in seguito per la conservazione.

In Francia, il XVII secolo segna il suo ritorno grazie al monaco Dom Pérignon, che inizia a utilizzare un tappo in sughero a forma di cono per chiudere le bottiglie dello Champagne.

Con il miglioramento della funzionalità delle bottiglie di vetro e grazie all'industrializzazione, l'uso del tappo in sughero diviene popolare.

Nel XIX secolo viene addirittura brevettata una macchina per la fabbricazione dei tappi in sughero, mentre in Francia si diffonde l'uso di tappi composti da due parti di sughero incollate tra loro.

Infine, nel XX secolo il tappo in sughero diventa quell'oggetto cilindrico che oggi tutti noi conosciamo, e i produttori sono in grado di offrirlo in diverse dimensioni, a seconda delle specifiche esigenze di ogni vino.

 

 

 

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